23 May 2011

Ravel, Ghedini, Stravinsky, Strauss, Rachmaninoff, Barber - De Sabata



This selection contains previously posted and "new" recordings.
But the remastering is certainly better (above all in Bolero!! what a performance - I can only listen for Celibidache, Pretre and of course De Sabata versions... the others are boring, in comparison).

The most important news: a fantastic Le Chant du Rossignol, an interesting Barber and the rehearsal sequence of Salomes Tanz (so you can finally hear De Sabata's voice).
Sorry, I don't like the Paganini Variations (at all, not in this particular reading).


VICTOR DE SABATA
CONDUCTS XX CENTURY MUSIC

Archipel ARPCD 0135
2 CDs


CD1

Ravel
Boléro
New York Philharmonic
5 march 1950 Live recording, Carnegie Hall, New York



Ravel
La Valse
Vienna Philharmonic Orchestra
1 August 1953 Live recording, Festspielhaus, Salzburg



Ravel
Ma Mère l'Oye (suite)
New York Philharmonic
26 March 1950 Live recording, Carnegie Hall, New York



Ghedini
Marinaresca e baccanale
New York Philharmonic
5 March 1950 Live recording, Carnegie Hall, New York, 3pm



Stravinsky
Le Chant du Rossignol
Stockholm Philharmonic Orchestra
9 September 1947 Live recording, Stockholm



CD2

Richard Strauss
Death and Transfiguration
1 August 1953 Vienna Philharmonic Orchestra
Live recording, Festspielhaus, Salzburg



Rachmaninoff
Rhapsody on a Theme of Paganini
Artur Rubinstein (piano), New York Philharmonic
12 March 1950 Live recording, Carnegie Hall, New York



Barber
School for Scandal (Overture)
New York Philharmonic
18 March 1950 Live recording, Carnegie Hall, New York



Richard Strauss
Dance of the Seven Veils (from Salome) (rehearsal)
San Francisco Symphony
february 1953 San Francisco


Flac
Megaupload

10 comments:

Guido said...

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Anonymous said...

wow

Giuseppe said...

Yeah, what a feast! (And I thought it was over ...) Thank you again, Guido!

woland said...

Chant du Rossignol??? wow!
ma l'intero programma lascia senza parole. E le cose che conoscevo già sono tra le mie preferite (La Valse l'avrò ascoltata decine di volte e sul Bolero sono d'accordo con te)

Una curiosità: come mai quel giudizio tranchant sulla Rapsodia? Il mio giudizio è di sicuro viziato dal fatto che è stato il primo pezzo di Rach che ho ascoltato e me ne sono innamorato da subito, ma l'ho sempre considerata una delle sue cose migliori, specie se suonata dagli americani (Fleisher, Kapell, Katchen).
Tra l'altro ho vari amici strenui sostenitori delle avanguardie - per cui, quindi, Rachmaninov è un compositore di second'ordine - che salvano soltanto questo pezzo sparando a zero sui concerti e sull'opera per pianoforte solo!
Sei la prima persona che mi parla male della Rapsodia, mi incuriosisce molto un tuo parere.

Anonymous said...

Hello Guido! Do you know the Bolero conducted by André Cluytens... Is absolutely perfect too. And THANK YOU VERY MUCH TO THIS AWESOME BOX!

La Danse de Puck said...

Dear Guido, have been busy nursing my Scotty back to health after an operation and I find an incredibly RARE Rubinstein/DeSabata Rhapsody on a Theme by Paganini.... WOW is putting it lightly... Thanks SO SO SO MUCH! Best, Maria

La Danse de Puck said...

Sorry I put this comment on the wrong post! Never mind... I'm happy to be back with you guys again.!!
BIG HUG, Maria

Guido said...

@all
Welcome, dear frends.
And I've a little more De Sabata for you... ;-)

@Woland

Ciao Woland. Ti rispondo volentieri. A parte la formazione diciamo avanguardista che purtroppo :) ho anch'io - tutta la gioventù a leggere Adorno e a "pugnare" per II Scuola di Vienna, Darmstadt e compagnia - quando ho abbandonato quel radicalismo mi sono avvicinato a tante cose prima snobbate (vedi Elgar e Sibelius, sui quali il nostro Adorno ha scritto pagine di fuoco) e fra l'altro al Sergei-Rach-e-non-Prok, del quale pian piano ho imparato ad apprezzare la seconda e soprattutto la terza sinfonia, nonché l'Isola dei Morti e le (wow!) danze sinfoniche, ma anche l'iper-popolare Secondo Concerto, che volente o nolente ti attacca al muro. E anche un po' di musica per pf solo.
Ma per farla breve, il problema è inverso: a mio modesto parere nel Quarto e anche nelle Paganini R. si lancia in cose che non gli appartengono. Come dire, in "arditezze finte", artificiose, alternate a ritorni al passato un po' "sbracati" - la diciottesima variazione! :-/
(E poi sempre 'sto Dies Irae, che quando ci vuole ci vuole, ma qui?) Insomma, trovo che da una parte R. si allontani da se stesso e dall'altra imiti se stesso giocando sui cliché del proprio linguaggio, anzi abusandone. Un po' come Picassso quando diceva di aver dipinto molti falsi Picasso. :-)

Questa insincerità mi ha sempre procurato una repulsione istintiva. Mi sbaglierò, ma sai, de gustibus. Piuttosto, di palo in frasca, mi intrigano le variazioni di Boris Blacher sullo stesso tema di Paganini, un po' "hindemithiane" (forse le conosci già, ma in caso contrario ti consiglio la versione di Fricsay, per un primo ascolto: c'è anche su YT).

woland said...

Un problema che ho con Rach è la sovraesposizione a molti suoi pezzi che ho sofferto in quano ascoltatore-aspirante pianista. Per questo il secondo e terzo concerto non riesco più a valutarli musicalmente ma solo da un punto di vista tecnico-interpretativo (di chi li suona) e adesso (pare strano) il concerto che ascolto più volentieri quasi quasi è il primo, pezzo assolutamente superfluo che però, nel suo essere tardoromantico senza alcuna pretesa di innovazione stilistica perlomeno è sincero e non è abusato quanto gli altri.
Del Quarto concerto penso esattamente quello che pensi tu: uno sconfinamento abbastanza artificioso verso arditezze che Rach non era proprio nelle condizioni di permettersi. E probabilmente anche la rapsodia può essere descritta negli stessi termini. Però è un pezzo che, per quanto riguarda l'orchestrazione e - soprattutto - la scrittura pianistica mi sembra finalmente maturo e bilanciato,senza tante prolissità e prodezze virtuosistiche fini a sé stesse che invece si trovano altrove. È un pezzo di cui ho sempre apprezzato la scrittura mentre le idee che ha alla base sono discutibili come quelle del quarto concerto, in questo sono d'accordo con te!

woland said...

Un altro dei motivi per cui trovo la Rapsodia un pezzo ben scritto è che la trovo essenziale, senza le ridondanze che si trovano spesso nelle sinfonie o nel quarto concerto. Ho questo problema con le sinfonie di Rachmaninov: riesco ad apprezzarle solo tramite direttori "infedeli" che tagliano, modificano, fanno di testa loro. Ad esempio, la seconda sinfonia "corta" (come quella diretta da Rodzinski) è un pezzo che adoro, mentre la versione "integrale" che ho ascoltato da Previn e Ormandy tendo a trovarla ripetitiva in un modo eccessivo.

Le variazioni di Blacher sono un bel pezzo, ho solo la versione di Fricsay sull'interessante cd "musica nova" con Hartmann e Fortner